Mi piace immaginare me stessa come ri-cercatrice di erbacce.
Ri-cercatrice perché ogni incontro con una pianta spontanea mi restituisce la sensazione di non conoscere mai abbastanza, né la pianta né il luogo che la ospita.
Raccolgo elementi vegetali lungo un sentiero e registro su carta e tessuto l’esperienza vissuta in un territorio. Attraverso tracce e colori, l’arte diventa per me uno strumento di relazione con il luogo: arazzi e disegni, diventano archivi di storie, un modo per abitare temporaneamente uno spazio, un tempo di scoperta, di meraviglia e di percezione dell’infinito.
È una pratica che si sviluppa come una ricerca continua sul rapporto tra luogo, memoria e materia vegetale, e prende forma attraverso la scrittura degli appunti, il disegno, la tintura naturale e l’ecoprint.
Le “erbacce” piante spontanee, tintorie e non, talvolta considerate infestanti vivono e si espandono nello spazio secondo logiche proprie. Non esistono erbacce, ma piante capaci di autodeterminarsi anche in condizioni meno favorevoli alla loro crescita. Con una tenacia silenziosa crescono lateralmente, adattandosi. La loro bellezza non è ordinata né decorativa. Per le loro caratteristiche, tali piante sono per me, ogni volta una meravigliosa scoperta. E diventano materia viva dell’opera.
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Federica Minelli (Fabriano 1991) si laurea con diploma di primo livello in grafica d’arte nell’anno 2014/2015 all’Accademia di Belle Arti Urbino; conclude nel 2018 il biennio di specializzazione in pittura AVC con lode, sempre ad Urbino, successivamente nell’anno 2017/2018 frequenta dei corsi di tintura naturale presso l’Agriturismo La Campana tenuti dal tintore Alessandro Maria Butta a Montefiore dell’Aso AP. Ha collaborato con altri artisti contemporanei. Suoi disegni appartengono a collezioni pubbliche.
